La carezza che desidero ardentemente farti è con il mio corpo intero a tutto il tuo.

Le mani sono lievemente sopravvalutate nell’erotismo, io con le mani ci lavoro. Voglio provare ad adorare il tuo corpo senza usare le mani, che toccano sempre tutto sempre troppe cose. Non sono un’esclusiva. Invece ci sono cose che posso riservare alle lenzuola, ai tuoi peli, alla tua pelle: parlo dei capezzoli, parlo della piega tra inguine e cosce, parlo delle ascelle o del punto dove degradano e spariscono i capelli sulla nuca.

Potrei averti sotto di me e trovare sempre il percorso da far fare al mio corpo sul tuo. Là a quella distanza dove il calore diventa consistente, odoroso, denso; là dove le ginocchia che si toccano sono sensuali e quante volte ho ripensato al fotogramma straziante di Medea, che ricordava il sesso con Giasone parlando delle mille volte in cui il corpo di lui le accarezzava le ginocchia? Credo sia una delle immagini più erotiche che esistano per parafrasare la parola “sesso”.

I capezzoli che sfiorano per sbaglio sono il gioco più innocente e più straziante. 

La lingua, dovunque, quello più intimo e confidenziale.

E tutto questo, senza staccare gli occhi dai tuoi.

  1. trenord-crush said: Vogliamo poi non parlare della #cavitàpoplidea?
  2. eyelinerdisera posted this